> ragazza trans
> i tuoi genitori ti forzano a boymoddare fino al conseguimento della triennale. Il che mi va molto male soprattutto all'inizio ma ora la disforia si è trasformata in un'agonizzante e cronica apatia, quindi è tollerabile. Anche perché il mio corpo, a parte un pelino di stempiatura e qualche pelo abbondante di troppo, non mi crea troppi problemi.
> "mi basterà proseguire con il percorso psicologico ed ottenere il titolo, proverò a proseguire i due percorsi in parallelo, tanto non dovrebbe volermici più di un anno, poi troverò un modo per forzarli ad accettare la cosa, col documento alla mano sarà tutto più facile"
> il centro decide di proseguire col mio percorso con velocità agonizzante
> in Uni non riesco a crearmi un safespace, informatica è un covo di ex-ITIS che sono, apertamente oltre che per stereotipo, dei fasci assurdi. Faccio qualche chiacchiera, ma mi presento sempre con il mio nome legale completo per evitare problemi, anche perché già sono costretta per legge a dover usare quello in ambito professionale
> la mia psicologa decide che è meglio aspettare che finisco gli esami prima di farmi fare qualunque cosa
> droppo il centro incazzata
> mi rendo conto che devo fare però qualcosa per la mia situazione, e pensare di tornare nel centro mi terrorizza
> "Vedrò che cosa posso fare per risolvere la mia situazione almeno in parte"
> Mi ricordo che l'università è una delle poche in Italia con la carriera alias, che consente alle persone trans di usare il loro nome scelto come nome legale in università anche prima della carta di identità
> la modulistica di UNISA sappiamo tutti com'è, non descrivi il casino nel dettaglio per trovarla, sappiate che il modulo esiste
> leggo il modulo e mi rendo conto che non solo non mi serve ad un cazzo perché comunque vogliono la diagnosi (cosa con cui avrei accesso al cambio della carta di identità comunque, rendendola inutile), ma fa riferimento ad una legge di tipo 10 anni fa, quando ancora era obbligatoria anche l'operazione chirurgica.
> sabaku_archivi_del_duca.jpeg
> sono passati ormai 2 anni dall'inizio della triennale, quasi 3, devo trovare una soluzione
> una delle liste delle elezioni dei rappresentanti studenteschi finalmente invece di proporre quelle cose tipo i bagni genderless (che non sono un problema, anzi) propone finalmente "rinforzo e semplificazione della carriera alias"
> "è fatta"
>clueless.jpg
> ovviamente gli unici che propongono riforme per i diritti civili degli studenti, sono associazioni di sinistra
> ovviamente la sinistra, in università come un politica, non gode del più grande potere nello smuovere folle
> ovviamente, come nella politica, ci sono anche le estorsioni di voti, quindi la chance che queste associazioni riescano a fare qualcosa diventa prossima allo zero
> sono ormai fuoricorso, è il mio quinto anno, e queste associazioni da allora non hanno mai raggiunto un impatto abbastanza sostanziale e queste riforme non sono mai passate
> "Vabbè, ormai non me ne frega un cazzo, sto per finire, mi mancano 4 esami. Di sicuro ora al centro non potranno fare più storie, mi conviene tornare lì. È la mia unica possibilità."
> chiamo al centro, superando il mio terrore, mi tremano le gambe ed a stento riesco a parlare
> "La lista d'attesa è estremamente lunga, la ricontatteremo noi, ci segniamo che è una ripresa di percorso ma ci vorrà di sicuro molto tempo"
> MFW di sicuro non riuscirò a vedere la transizione prima della laurea nonostante sto in questo limbo da quando ho 17 anni e mezzo e non potrò smettere di usare il mio nome legale in università perché, senza documentazione o altri mezzi per provare ai miei che la mia identità è riconosciuta e non è solo "un mio capriccio", non posso fermare i miei in alcun modo dal costringermi a boymoddare
Perché deve essere così complesso e pieno di burocrazia anche solo chiedere di usare un cazzo di alias in Università? Non mi sento di chiedere la luna...
